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Larino 
Molise Località
Voti utenti
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su 5
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Località
Tipo di località: d'arte o storica
Urbs princeps frentaronum la denominarono gli antichi a sottolineare l'importanza avuta nel passato da quest'importante città del basso Molise. Di Larino ebbe modo di parlare Cicerone in una delle sue arringhe più complesse: La Pro Cluentio. La ricchezza dell'agro alimentare ha avuto nel periodo romano riflessi significativi sulla città, ricchezza testimoniata dai preziosi mosaici e dagli edifici romani distribuiti lungo tutta la città moderna. La parte più cospicua dell'abitato romano è da collocare tra Torre Sant'Anna e la zona dell'anfiteatro, la città antica continuava verso Torre De Gennaro, eretta nel seicento sui resti di una costruzione circolare romana di cui si può ancora notare qualche resto insieme a materiale archeologico, epigrafico, scultoreo ed architettonico. Altri edifici di pregio sono stati rinvenuti a Pian San Leonardo, un po' più a sud dell'anfiteatro: da qui provengono due dei mosaici più belli rinvenuti a Larino ed oggi visibili nel palazzo ducale.






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4 di 4 persone hanno trovato questa recensione utile

Larino

Autore elvira

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4.3
Bellezza
5.0
Ospitalità
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Divertimento
4.0
Servizi
4.0
Larino, situata a circa 350 s.l.m., dista 30 Km dalla costa Adriatica e 60 Km da Campobasso, capoluogo della Regione Molise.
Città ricca di storia e di arte!!
Periodo più bello per visitare questa antica città Romana è Maggio, mese in cui si celebra anche la festa patronale in onore del Santo Patrono San Pardo (25-27 Maggio). Festa che vede sfilare circa 120 carri addobbati con fiori di carta colorata e trainati da buoi e/o mucche.
Visitatela!!!
Località
Cosa vedere: Il paese è diviso in due parti: il Centro Storico sorto in epoca medievale ed il Piano San Leonardo dove si localizzano i resti dell’antica Larinum..
Larino fu un importante presidio sannita, poi municipio romano, e di entrambe le epoche si conservano rilevanti testimonianze.
Piano S. Leonardo:
nel Piano San Leonardo sono situati: l’Anfiteatro Romano e le Terme Romane, l’Oasi Francescana, la chiesa dei Santi Martiri Larinesi, la chiesa della Beata Maria Vergine delle Grazie ed alcune pavimentazioni musive.
Anfiteatro:
la struttura era di medie dimensioni e poteva contenere circa 18.000 spettatori. Di forma ellittica presenta quattro Porte: Porta Nord, la porta dei gladiatori o delle bestie vincenti, Porta Sud, la porta dei vinti, e Porta Ovest ed Est, entrate laterali che consentivano l’accesso agli spettatori.
L’Anfiteatro Romano è caratterizzato da una struttura mista di cui l’arena e parte della cavea scavate nel tufo. Al centro è visibile ancora una fossa quadrangolare che permetteva alle bestie l’acceso nell’arena, attraverso una piattaforma mobile.
In epoca alto-medievale alcuni settori furono utilizzati per accogliere diverse sepolture, mentre altri, in epoca medievale, furono adibiti ad abitazioni e ad attività artigianali.
Nell’antico municipium di Larino erano presenti diversi complessi termali, quello più monumentale si trovava nelle vicinanze dell’Anfiteatro Romano. Attualmente i resti delle terme sono situati all’interno del giardino della Villa Zappone, tra cui si possono ammirare splendidi mosaici risalenti al III secolo d.C.
Villa Zappone
La Villa Zappone, donata dalla famiglia omonima allo Stato, è stata costruita agli inizi del ‘900, ed è in stile Liberty. Per la sua costruzione sono stati utilizzati materiali di spoglio della Larino Romana, provenienti soprattutto dal complesso termale. I marmi policromi che ornavano le pareti delle terme sono stati riutilizzati per la messa in opera del pavimento della Biblioteca privata della famiglia Zappone.
Chiesa dei Santi Martiri Larinesi
Nei pressi dell’Anfiteatro Romano e della Villa Zappone è situata la chiesa dei Santi Martiri Larinesi, tipico esempio di architettura contemporanea, dedicata ai fratelli Primiano, Firmiano e Casto.
Chiesa della Beata Maria Vergine delle Grazie
Un altro esempio di architettura moderna è la chiesa Beata Maria Vergine delle Grazie. La chiesa dedicata alla Vergine Maria è di fattura ottocentesca e si colloca su uno dei lati corti della piazza dei Frentani.
Mosaici romani
Nel cuore della città moderna, dietro la struttura del Tribunale Civile e nelle immediate vicinanze dell’Asilo Nido Comunale, sono state portate alla luce, durante i primi anni ottanta, una serie di strutture di Età Romana, tra cui si nota la presenza di una strada che divideva due aree di differente destinazione d’uso. Una a carattere artigianale e l’altra a carattere abitativa caratterizzata da due mosaici bicromi: mosaico del Kantharos e quello dell’ Emblema, entrambi databili indicativamente al II secolo d. C.
Convento francescano
Il Convento dei Frati Cappuccini fu edificato nel 1535 ed è il primo ad essere stato eretto nella provincia monastica di “Sant’Angelo” comprendente gran parte dell’Italia Centro meridionale.
Accanto alla chiesa, si possono ammirare altre costruzioni realizzate nel corso del Novecento, dedicate una a Padre Raffaele da S. Elia a Pianisi, l’altra più recente realizzata in onore di San Pio.
Centro Storico
Il Borgo, situato a valle rispetto alla Larino Romana, era circondato da mura di cui non si conservano tracce ed era fornito di due accessi principali: Porta di Piano e di Basso.
Ancora oggi si possono ammirare piccoli scrigni di arte medievale come la Basilica Cattedrale di San Pardo, il Palazzo Ducale, la chiesa di San Francesco, la chiesa di Santo Stefano e la chiesa di Santa Maria della Pietà.
Cattedrale:
il cuore del Centro Storico è rappresentato dalla Basilica Cattedrale di San Pardo.
La Cattedrale di Larino è una delle più importanti opere d’arte dello stile Romanico dell’Italia meridionale. L’edificio risale al XII secolo e la data di consacrazione ossia il 1319 è riportata nell’architrave del portale centrale in caratteri gotici. La chiesa è dedicata all’ Assunta ed al Patrono S. Pardo, Vescovo di Larino. La facciata è divisa in due piani da una cornice: la parte superiore presenta le caratteristiche delle chiese romaniche abruzzesi (terminazione orizzontale) ed è caratterizzata dalla presenza di un particolare rosone a tredici raggi (12 apostoli +Cristo). Il rosone è sormontato da una cornice all’interno della quale sono rappresentati i quattro simboli degli Evangelisti e l’agnello mistico in posizione centrale. Al vertice della cornice è raffigurato il Vescovo S. Pardo in abiti episcopali. La facciata superiore è arricchita da due bifore, anche esse incorniciate e riccamente scolpite. Nella parte inferiore si apre il portale strombato con timpano, decorato con colonnine tortili e con ricchi capitelli, a guardia dell’ingresso ci sono sui lati grifi e leoni simboli della vigilanza. La lunetta, caratterizzata da evidenti segni di policromia, rappresenta la scena della Crocifissione in cui Cristo crocifisso è incoronato Re da un Angelo e circondato dalla Madonna e da S. Giovanni apostolo.
Nella metà del XIII secolo l’assetto urbanistico del Centro Storico viene modificato, determinando il conseguente ribaltamento dell’ingresso dell’edificio sacro, che si presenta diviso in tre navate, di larghezza e lunghezza disuguale.
L’interno oggi è un tipico esempio di Romanico meridionale, con archi a sesto acuto caratterizzati da semplici decorazioni, in passato la chiesa ha subito modifiche stilistiche diventando nei secoli successivi una chiesa barocca. Successivamente grazie ad alcuni restauri effettuati negli anni 20-30 l’edificio religioso è stato riportato all’aspetto originario. Sulle pareti si conservano tracce di affreschi databili al XIV secolo: l’affresco più importante è costituito da quello di S. Orsola e il rapimento delle Vergini, mentre, quasi completamente illeggibile, è quello dell’Annunciazione del 1532.
Il campanile si erge sul lato destro della Cattedrale su un imponente arco a sesto acuto risalente al 1451; il campanile è stato edificato su uno più antico, di cui non restano tracce.
Chiesa di San Francesco:
la chiesa di San Francesco sorge tra la Cattedrale e il Palazzo Ducale e a partire dal 1929 è considerata edificio monumentale..
Fu costruita nel 1312, con annesso Convento, di cui resta solo un campanile. All’interno si possono ammirare alcune opere del pittore molisano Paolo Gamba, la Cacciata dei Mercanti dal Tempio, la Via Crucis e l’intera cupola centrale. In essa è affrescata la Gloria del Paradiso.
Palazzo Ducale e Museo Civico
Il Palazzo Ducale di Larino è l’antico castello edificato intorno al 1100-1200 dai conti Normanni, durante la conquista longobarda della penisola.
Secondo alcuni studiosi in questo luogo sorgeva una fortificazione esterna che fungeva da prigione.
Nel tempo ha subito molte modifiche: da una struttura semplice passò ad essere un enorme complesso.
E’ appartenuto a diverse importanti famiglie larinesi tra le quali Francia, Orsini, Carafa e De Sangro.
Nel 1683 i De Sangro, ultimi feudatari di Larino, entrano in possesso del Castello trasformandolo in Palazzo Residenziale. Nel 1800 viene definitivamente acquistato dal Comune della città.
La facciata principale è del 1818. Nel 1871 vennero abolite la seicentesca rampa e la facciata turrita.
L’atrio oggi ospita il Museo Civico, la Biblioteca Comunale “B. Preziosi” e gli uffici comunali.
All’interno del Museo Civico sono conservati tre splendidi mosaici policromi: il mosaico della Lupa, il mosaico del Leone ed infine il mosaico degli Uccelli.
Il mosaico della Lupa risale alla seconda metà del III secolo d.C., è stato rinvenuto nel 1941 nella Villa Petteruti-Romano, presso la stazione ferroviaria. Apparteneva ad un edificio privato, probabilmente di carattere funerario. Il mosaico presenta una Lupa dal manto tigrato mentre allatta i due gemelli. La scena si svolge sotto gli occhi di due pastori, l’adulto indica la più giovane la scena che si svolge sotto i loro occhi.
La ricca cornice è decorata da una serie eroti cacciatori nell’atto di affrontare animali feroci.
Sia il mosaico del Leone che degli uccelli risalgono alla fine del II secolo d.C. e primi inizi del III secolo d.C., rinvenuti entrambi nei pressi dell’Anfiteatro Romano ed appartenevano ad un edificio privato, probabilmente una domus.
Nel mosaico del Leone è presente una decorazione vegetale con volute d’edera terminanti con foglie cuoriformi. Al centro è visibile il tema centrale del mosaico, l’emblema, probabilmente non previsto nel progetto iniziale. Il motivo raffigurato è un leone ruggente che procede da sinistra verso destra con una zampa sollevata e la coda in alto e lo sguardo rivolto all’indietro.
Lo stato di conservazione del mosaico degli Uccelli riporta delle lacune nella parte centrale, in cui sono presenti delle decorazioni a semirosette o palmette da cui dipartono dei rami d’edera con foglie cuoriformi. Da queste foglie partono dei sottili viticci su cui poggiamo cinque uccelli policromi, di cui uno solo rappresentato per intero.
Chiesa di Santo Stefano
Dall’attuale via Marconi, in passato si poteva accedere alla chiesa duecentesca dedicata a Santo Stefano, ne è testimonianza la presenza di un bellissimo rosone a 12 raggi. Così come per la facciata della Cattedrale, anche la Chiesa di Santo Stefano subisce il ribaltamento dell’ingresso, presentando nella zona absidale il rosone.
Monumento ai caduti:
al centro di piazza Vittorio Emanuele è situato il Monumento ai Caduti in guerra. Realizzata nel 1923 da uno scultore locale, Vincenzo Puchetti, ma inaugurato nel 1927. Raffigurata la Vittoria alata mentre sorregge un soldato romano.
Chiesa di Santa Maria della Pietà
Al di fuori delle mura cittadine era situata la chiesa di Santa Maria della Pietà.
Nel corso dei secoli l’edificio sacro cambiò molto spesso denominazione: fonti autorevoli documentano che fino al 1564 in questo luogo sorgeva una chiesa dedicata a San Basilio Magno.
Nel 1663 l’edificio cambio denominazione appellandosi Chiesa di Santa Maria della Pietà che, come ricorda Mons. Tria, le venne attribuito per la presenza di una statua in pietra raffigurante la Madonna della Pietà: infatti la statua, di cui parlano le “Cronache Cassinesi” è stata rinvenuta nelle soffitte della chiesa nel corso del XIX secolo e collocata nella facciata.

Dove mangiare: Agriturismi "I Dolci Grappoli", "Belvedere", "Da Gino", "La Collinetta", "Larinese";
Albergo: "Park Hotel Campitelli";
Risto-Pizzeria: "Forum", "L'Alternativo";
Pizzerie: "Cluenzio", "Zeus";
Ristorante: "Le 2 Botti".

Dove dormire: Park Hotel Campitelli
B&B “Mille Ulivi
Agriturismo “I dolci Grappoli Agriturismo “La Collinetta"
Azienda Agrituristica “Larinese” Agriturismo “Casale de Curtis”
Agriturismo “Masseria Castello"
B&B “La Testuggine"

Indicazioni utili
Visita consigliata: Sì 
Trovi utile questa recensione? yes     no

5 di 6 persone hanno trovato questa recensione utile

La "mia" Larino

Autore Chicca

Media voti (pesati)
3.8
Bellezza
5.0
Ospitalità
4.0
Divertimento
3.0
Servizi
3.0
E' il paese dei miei nonni e lo trovo sempre bellissimo. Non ci vado spesso perchè è quasi a 60 km. da Campobasso (dove vivo). E' veramente una cittadina che trasuda storia e ha un bel centro storico pieno di monumenti, tra cui la famosa cattedrale, che è uno degli edifici religiosi più importanti penso di tutta l'Italia centrale. A me personalmente comunque ciò che mi piace di più è l'anfiteatro, grandioso e archeologicamente stupendo, ha forma ellittica e 4 porte principali. è da 30 anni che ci lavorano...
Località
Cosa vedere: l'anfiteatro e i mosaici romani, i vari palazzi e ville nobiliari, le tante chiese (come quella di San Francesco), il Palazzo Comunale e soprattutto la cattedrale intitolata a San Pardo (che è alla fine il patrono della città) e all'Assunta
Dove mangiare: Agriturismo I Dolci Grappoli, andate sul sicuro!
Consigli utili: la festa più importante e da non perdere di Larino è quella dedicata al patrono San Pardo, che si svolge dal 25 al 27 maggio: per chi non è del posto penso sia davvero tanto affascinante assistere alla Carrese, una sfilata spettacolare di circa 150 carri addobbati e soprattutto infiorati e ovviamnete trainati dai buoi.
Tutto il mese di maggio è comunque ricco di feste popolari e manifestazioni folcloristiche e l'atmosfera è davvero bella.

Indicazioni utili
Visita consigliata: Sì 
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