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Oliena 
Sardegna Località
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Località
Tipo di località: d'arte o storica
Il Comune di Oliena, baluardo di tradizione e cultura sarda a due passi dal mare, quasi certamente è di origine protosarda a giudicare dai numerosi resti archeologici presenti nel suo territorio; il nome di Oliena viene legato infatti a un gruppo di troiani, che dopo la caduta di Troia presero il largo cercando lidi più sicuri. Uno degli aspetti più caratterizzanti dell'insediamento urbano di Oliena è indubbiamente l'elevato numero di chiese che sorgono nell'abitato. Gli undici edifici religiosi ricordati da Vittorio Angius nel 1843 sono tuttora visibili, cui si aggiungono chiese minori, alcune un tempo ai margini dell'abitato, oggi tutte (tranne Nostra Signora di Bonaria) inglobate nel paese. Oliena vanta numerose feste e tradizioni diventate oggetto di richiamo turistico che conservano ancora gran parte dell'antico fascino. Una delle più suggestive cerimonie del folklore sardo si svolge ogni anno nella Piazza di Santa Maria: "S'Incontru". Si tratta dell'incontro che avviene il giorno di Pasqua tra il Cristo Risorto e la Madonna.






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2 di 2 persone hanno trovato questa recensione utile

Oliena città di tradizioni

Autore Antonio

Media voti (pesati)
4.3
Bellezza
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Ospitalità
5.0
Divertimento
3.0
Servizi
4.0
Raggiungere Oliena non è difficile. Atterrati in Sardegna - giornalieri sono le offerte economiche di voli per Olbia, l'aeroporto più vicino - bisognerà dirigersi verso la zona centro-orientale. Ma qualunque fatica sarebbe ripagata da una testimonianza viva del passato sardo come quella che Oliena sa offrire. Il paese è a un tiro di schioppo dal mare. Il visitatore che vorrebbe dunque addentrarsi in zone più montagnose, alla ricerca di una Sardegna più “naturalistica”, ma che nel contempo non saprebbe rinunciare ad un tuffo in mare non potrebbe chiedere di meglio. Anche perché qui storia, cultura, folklore e tradizione danzano assieme. Il centro storico conserva ancora intatta la sua veste di molti secoli fa, le cui case hanno una struttura tipica, quasi tutte con cortile interno, pozzo e scalinata in granito. In tutta Oliena, poi, è incredibile pensare a quante chiese siano all'interno del tessuto urbano: ben 14 per poco più di settemila abitanti. Un dato che indica quanto le tradizioni in questa terra sono restie allo sradicamento del tempo. Fortunatamente il tempo ha risparmiato anche una grande tradizione musicale della zona, composta di ballo e canto. Il primo è una vera e propria filosofia di vita, qui: si contano quasi una decina di balli a seconda delle occasioni, di cui almeno quattro di sicura origine olianese. Il secondo trova radici culturali profonde e fortissime nel “canto a tenore”: a Oliena, in occasioni di sagre e feste, non si perde mai l'occasione di intonare canti, magari bevendo il Nepente, un vino amatissimo da Gabriele D'Annunzio. Naturalmente lo studio serio di queste forme musicali prevedono molti anni di duro esercizio e dedizione. L'anno in paese è scandito da molti eventi che rimandano ad una storia passata ancora vivace. A gennaio, la notte del 16, si appicca in ogni rogo un gran falò in onore di Sant'Antonio Abate e si mangia un dolce tipico, “Su pistiddu”. A Carnevale, invece, il dolce del periodo è “Sos gugliones”, una poesia di mandorle e miele. Altre feste tipiche prevedono usi, costumi e cibi di un tempo lontano, così gentile e lento con questa parte di terra sarda.
Indicazioni utili
Visita consigliata: Sì 
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